mercoledì 12 ottobre 2016

I Paesi dove è meglio nascere femmine. La geografia della quotidianità

Da un articolo sul Corriere della sera a una lezione di geografia

attività realizzata in una classe terza

di Bruno Trevellin, docente 

Dalla geografia alla geopolitica

I quotidiani offrono spesso occasioni per riflettere sui problemi attuali, anche degli adolescenti. Tra questi si distingue il Corriere della Sera con approfondimenti mirati. Spesso lo uso in classe per lezioni che non ci sono sui libri di testo, ma che vanno fatte perchè trattano temi-problemi che stanno a cuora ai ragazzi più che agli adulti.

La Lim è lo stumento che ci porta subito dentro i servizi giornalistici. L'articolo che segue è stato letto e spiegato e il grafico considerato nell'intera sua valenza informativa. 

I Paesi dove è meglio nascere femmine
L’Italia (decima) supera Usa e Francia

di Elena Tebano
 
 Non c’è sorte peggiore che nascere bambina in un Paese dell’Africa Sub-Sahariana: Niger, Ciad, Repubblica Centrafricana, Mali, Somalia, Sierra Leone, Malawi, Guinea, Nigeria, Costa d’Avorio e Repubblica Democratica del Congo sono i più a rischio, secondo il rapporto stilato da Save the Children per la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze che si celebrava ieri. Non solo per le precarie condizioni di vita generali, ma perché le bimbe, costrette a occupare l’ultimo gradino della scala sociale, sono più esposte alle crisi di ogni tipo.
 
L’«antidoto» istruzione
Basti pensare all’epidemia di Ebola che tra il 2014 e il 2015 ha colpito l’Africa Occidentale: solo in Sierra Leone ha portato ad almeno 14 mila gravidanze tra le adolescenti. Undicimila di loro andavano a scuola prima che il diffondersi del virus obbligasse a chiudere temporaneamente gli istituti. Diventare madri prima dei 18 anni spesso non è stata una scelta e per quasi tutte ha significato dover lasciare per sempre gli studi e quindi anche la possibilità di costruirsi una vita migliore. Mentre è proprio l’istruzione a garantire la migliore protezione da un futuro rubato. Ne emerge che i venti Paesi dove le bimbe alla nascita hanno minori possibilità di sviluppo — sulla base di cinque indicatori: mortalità materna, tasso di gravidanze tra i 15 e i 19 anni, numero di spose minorenni, tasso di istruzione fino alle scuole medie, percentuale di parlamentari donne — sono tutti nell’Africa Sub-Sahariana. Al contrario, in testa alla classifica ci sono i Paesi europei più sviluppati. Prima di tutti la Svezia. E poi Finlandia, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Slovenia, Portogallo, Svizzera e — al decimo posto — Italia. Spagna e Germania sono rispettivamente undicesima e dodicesima, la Francia solo 18esima.
Madri troppo presto in Australia e Usa
Nascere femmina in Svezia significa così essere nelle condizioni di completare gli studi, non essere costrette a sposarsi troppo giovani, avere tra i più bassi rischi al mondo di morire di parto e praticamente le stesse possibilità degli uomini di diventare parlamentari. In Niger vuole dire molto probabilmente dover fare la moglie quando le bimbe europee stanno sui banchi (il 76% delle donne si sposa prima dei 18 anni), avere figli da adolescenti (succede a una su 5), rischiare di morire per una gravidanza, non studiare. In generale nel mondo ogni sette secondi si sposa una ragazza sotto i 15 anni (oggi sono più di 700 milioni le donne che si sono sposate prima dei 18), oltre un milione di ragazze diventano madri prima dei 15 anni, e 70 mila tra i 15 e i 19 perdono la vita ogni anno per cause legate alla gravidanza e al parto.
Tra i Paesi peggiori per le bambine c’è l’India, il primo nella classifica del gender gap (cioè la differenza di possibilità di sviluppo tra uomini e donne), che ha il più alto numero in assoluto di ragazze che si sposano prima della maggiore età: oltre 24,5 milioni. Né basta essere un Paese ricco per garantire buone opportunità alle bambine: l’Australia, seconda al mondo nella classifica dello sviluppo umano delle Nazioni Unite, è 21esima, per il basso numero di parlamentari e l’alto tasso di gravidanze adolescenziali. Gli Stati Uniti, l’economia più grande del mondo (e ottavi per sviluppo umano), sono 32esimi sotto l’Algeria e il Kazakistan a causa delle molte gravidanze adolescenziali e il rischio di mortalità materna.
Parlamentari In Ruanda
Ma cambiare si può: nella zona Sub-Sahariana c’è anche il Ruanda che grazie a leggi illuminate ha la più alta percentuale di parlamentari al mondo (il 64%) e ha fatto grandi passi nel prevenire le gravidanze adolescenziali e il fenomeno delle spose bambine: è al 49° posto della classifica di Save the Children, contro il 107° e 118° (rispettivamente) dei vicini Burundi e Tanzania. Mentre il Nepal che pure ha un basso reddito pro-capite riesce a far studiare l’86% delle bambine, una percentuale simile a quella della più ricca Spagna. A fare la differenza sono le scelte dei governi.
11 ottobre 2016 (modifica il 12 ottobre 2016 | 10:11)

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